Una baita in mezzo al mare

In una baita di montagna, viveva un omino piccino, piccino, ma con grandi sogni.
Quest’omino adorava la sua casetta e per questo l’aveva abbellita con tante lucine colorate.
Giustino, così si chiamava quest’omino, amava vivere in montagna, ma desiderava tanto vedere il mare.
Per realizzare questo suo sogno c’era, però, un problema: lui non voleva lasciare la sua casetta.
Quando d’inverno i turisti venivano a sciare, si fermavano nella sua baita.
Lì mangiavano l’ottimo formaggio delle sue caprette e bevevano un buon bicchiere di latte caldo vicino al camino.

Poi, davanti al fuoco scoppiettante, gli parlavano del mare.
Lui, allora, chiudeva gli occhi e immaginava di essere su una nave: sentiva il vento sferzargli il viso e scompigliargli i capelli.
I racconti che gli venivano fatti erano molto realistici.
A Giustino sembrava di percepire il rumore che facevano i gabbiani, quando inseguivano una nave con la speranza di poter mangiare gli avanzi del pesce
pulito per i turisti.
Per lungo tempo Giustino pensò che quello per lui potesse essere solo un sogno.
Un giorno, vedendo la neve sciogliersi ed ingrossare il fiume che scorreva vicino alla baita, ebbe un’idea: avrebbe potuto costruire una grande zattera dove porre la sua casetta e i suoi animali! Infine, seguendo il fiume, sarebbe potuto arrivare fino al mare.

“E’ ora di mettersi al lavoro! Il tempo scorre in fretta. Non basta avere grandi sogni, bisogna realizzarli!” pensò Giustino e così si mise all’opera. A tutti coloro che gli chiedevano cosa stesse facendo, 
diceva:

“Sto costruendo una grande zattera, perché voglio andare con la mia casetta fino al mare. Il tempo scorre in fretta.
Non basta avere grandi sogni, bisogna realizzarli!”

Le persone, che passavano di lì, se ne andavano scuotendo la testa e dicevano:
“E’ un po’ pazzerello questo Giustino.
Andare con la sua casetta su una zattera fino al mare. E’ proprio un gran sognatore!”

Ma a Giustino non interessava il giudizio degli altri, voleva solo realizzare il suo sogno. Lavorò duramente: tagliò gli alberi, li legò tra loro e costruì la sua zattera, poi la pose sul fiume e l’ancorò ben bene ad un grosso e robusto albero.
Da ultimo smontò la sua casetta e la rimontò sulla zattera. C’erano persino tutte le lucine colorate! Quando ogni cosa fu pronta, la neve stava incominciando a sciogliersi e ad ingrossare il fiume. Giustino tagliò la fune che teneva ancorata la zattera e partì per la sua grande avventura. Il fiume a tratti scorreva impetuoso, mentre altre volte era tranquillo.
Giustino in alcuni momenti faticava a controllare la sua zattera che scendeva in balia della corrente, in altri non riusciva a farla ripartire. Non sapeva quanto distava il mare. Erano già trascorsi molti giorni e molte notti ed incominciava a preoccuparsi: quanta strada avrebbe ancora dovuto fare prima di arrivare al mare?

Passò di lì un branco di salmoni che stavano risalendo il fiume per andare a deporre le loro uova.

Quando videro la zattera di Giustino, rimasero assai stupiti. Lui li fermò e chiese loro:

“Quanto dista da qui il mare?”

E loro risposero:

“Perché lo vuoi sapere omino piccino, piccino? Perché stai scendendo questo fiume così pericoloso su una zattera con sopra una baita?”

“Perché voglio andare con la mia casetta fino al mare.

Il tempo scorre in fretta. Non basta avere grandi sogni, bisogna realizzarli!”

“Il mare è ancora lontano, dista parecchie giornate di navigazione. In alcuni tratti il fiume è molto impetuoso, farai fatica a controllare la tua zattera, in altri invece è molto tranquillo e le acque sono basse.
La tua zattera si potrebbe incagliare! Lo sappiamo bene noi salmoni che tutti gli anni risaliamo con tanta fatica questo fiume, quanto può essere pericoloso!”

“State tranquilli amici salmoni, farò molta attenzione! Grazie per le vostre preziose informazioni. Ci rivedremo quando ritornerete al mare con i vostri piccoli!”.
E così l’omino Giustino riprese il suo viaggio per raggiungere il mare. Lungo il tragitto, come avevano previsto i salmoni, la
zattera s’incagliò in una diga formata da tanti tronchi. Giustino era disperato, non sapeva proprio come fare. Per fortuna passò di lì un castoro che gli chiese:
“Cosa ti succede omino piccino, piccino? Perché stai scendendo questo fiume così pericoloso su una zattera con sopra una baita?”

“Voglio andare con la mia casetta fino al mare, ma la mia zattera è rimasta incagliata in questi tronchi ed io non riesco a proseguire il mio viaggio. Non so proprio come fare.
Il tempo scorre in fretta.
Non basta avere grandi sogni, bisogna realizzarli!”
“Visto che sei un omino piccino, ma anche molto coraggioso ti voglio aiutare.
Ora vado a chiamare i miei amici e cercheremo di aprire la diga per farti passare.”
“Grazie signor castoro, il tuo aiuto mi sarà davvero molto prezioso”.
E così il signor castoro liberò la zattera e Giustino poté proseguire il suo viaggio.
Trascorsero alcuni giorni e il mare ancora non si vedeva. Poi una sera, lentamente, il fiume incominciò a ramificarsi.
Giustino era finalmente giunto al foce del fiume.
Quando arrivò al mare era ormai notte, nel cielo brillavano le stelle e la luna piena si rifletteva sul mare.
Giustino non stava più nella pelle da quanto era felice:era riuscito a raggiungere il mare con la sua baita. Ad un certo punto l’omino piccino sentì tre botti e si spaventò. Cosa stava succedendo? Era forse in pericolo? Ma subito si tranquillizzò.
Nel cielo comparvero dei meravigliosi fuochi d’artificio che coloravano l’acqua con i loro magnifici colori: era il benvenuto del mare a
quell’intrepido sognatore.

Contatti

Anna Maria Giovannini (autrice)
giovannini_annamaria@libero.it
e
Massimiliano Lombini (illustratore)
massimiliano.lombini@ambienteverde.it

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