Un tesoro di amico

Quella mattina sulla spiaggia tirava una brezza leggera.
C’era la bassa marea e, nelle pozze d’acqua che si venivano a formare quando il mare si ritirava, nuotavano piccoli animali.
I bambini giocavano.
Osservavano quelle creature, le prendevano in mano e le mettevano nei loro secchielli.
Il piccolo Davide era un po’ annoiato: come gli sarebbe piaciuto avere un animale con cui giocare!
Purtroppo i suoi amici non erano ancora arrivati e la mamma voleva portarlo a fare una passeggiata con lei in riva al mare.
“Uffa che barba!” pensava tra sé e sé, ma  la mamma non poteva lasciarlo da solo e lui doveva proprio andare con lei! 
“Prendi il retino ed il secchiello, non te ne pentirai!” gli consigliò la mamma che lo aveva visto un po’ imbronciato!
Davide la ascoltò e insieme si incamminarono lungo la riva del mare.
Il bambino rimaneva sempre indietro e i suoi piedi…si muovevano lentamente sulla sabbia.
Durante il tragitto, però, Davide trovò molte sorprese: che meraviglioso mondo c’era da scoprire!
Granchi di tutte le dimensioni, pesciolini dai mille colori, paguri con la loro stupenda conchiglia, vongole e cozze.
Il bambino stava guardandosi intorno stupito quando, ad un certo punto, sentì un dolore al ditone del piede.
“Ahi!” esclamò Davide e guardò in basso da dove aveva sentito provenire il dolore.
Vide che a provocarlo era stato un piccolo granchio: aveva un aspetto davvero simpatico.
Lo staccò dal suo alluce e lo depose nel secchiello.
Al ritorno dalla passeggiata si fermò a guardarlo: camminava in modo strano sulle chele e lo fissava.
Sembrava dire: “Ehi tu, buffo umano, perché mi hai rinchiuso in questo secchiello?”
Davide sorrise, decise di tenerlo con sé e gli diede persino un nome: Mordicchio.
Ogni giorno gli cambiava l’acqua, gli dava da mangiare e…chiacchierava con lui confidandogli i suoi pensieri.
A volte, quando era molto stanco, si addormentava mentre stava guardando il suo amico camminare nell’acquario e sognava di giocare insieme a lui nel mare.
Una mattina si accorse che Mordicchio non si muoveva più e aveva smesso di mangiare.
“Che cos’hai? Sei ammalato?” gli chiedeva, ma lui non poteva rispondere.
Trascorsero alcuni giorni ed il granchio sembrava sempre più triste.
Allora il bambino pensò:
“Forse gli manca il mare oppure ha nostalgia dei suoi amici!”
Decise, quindi, di lasciarlo andare.
Lo mise nel secchiello e lo liberò in un punto del mare dove c’era la bassa marea.
Il granchio non si mosse e lo guardò.
“Vai!” lo incitò il bambino “non ti preoccupare per me, me la caverò.
Desidero solo che tu sia felice!”
Mentre pronunciava quelle parole, nel suo cuore sentiva, però, una strana sensazione di dolore.
Allora il piccolo granchio andò verso il largo, poi si fermò a guardarlo negli occhi.
“Grazie” sembrava dire.
Davide salutò Mordicchio con la mano e…
…felice per aver ridato la libertà al suo amico, tornò verso casa.

Contatti

Anna Maria Giovannini (autrice)
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e
Massimiliano Lombini (illustratore)
massimiliano.lombini@ambienteverde.it

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