Nuovi guai al paese dell'arcobaleno

Era ormai pomeriggio inoltrato. Il sole stava tramontando e conferiva al paesaggio un aspetto dorato, quasi magico. Intorno regnavano quiete e silenzio. Francesca e la sua mamma stavano tornando a casa, dopo un’intensa giornata di scuola e di lavoro. Ad un certo punto la mamma fermò l’automobile: aveva visto in lontananza un leprotto sul vialetto.

La mamma riprese a procedere molto lentamente, perché non voleva spaventarlo. Francesca capì subito che quel leprotto era Tim ed aveva bisogno di aiuto. Il leprotto, con balzi veloci, scomparve in un campo di trifoglio.

Arrivate a casa, Francesca scese prontamente dall’automobile, disse alla mamma che andava a fare un giretto e si recò nel Pese dell’arcobaleno.
Al villaggio dei leprotti tutti le fecero una grande festa, poi Tim parlò e le raccontò perché l’avevano cercata: l’arcobaleno arancione stava perdendo il suo colore, fra poco tempo avrebbero dovuto rinunciare alle loro doti umane. Dovevano assolutamente capire il perché di  quel fatto e porci al più presto rimedio. Francesca capì subito la gravità della situazione e decise di recarsi a trovare la fata che viveva vicino alla cascata. Giunta alla cascata la chiamò:


“Fata! Fata dell’arcobaleno dove sei!” ma lei non rispondeva. La bambina decise allora di andarla a cercare. Guardò nella grotta nascosta dietro alla cascata  e vide la fata distesa sul letto in fin di vita. Le corse vicino e cercò di rianimarla bagnandole la fronte con la fresca acqua della cascata. La fata aprì gli occhi e sorrise a Francesca, ma era debole, troppo debole per muoversi, le usciva appena un fil di voce.
Raccontò alla bambina che era affetta da una grave malattia e l’unico modo per guarire era quello di bere un infuso preparato con l’erba dell’armonia. Quest’erba cresceva in cima alla montagna che si ergeva dietro alla cascata. Se non fosse riuscita a guarire, anche l’arcobaleno sarebbe scomparso! La fata disse, inoltre, che l’unico modo per riconoscere l’erba dell’armonia era ascoltare il proprio cuore.
La invitò a partire accompagnata da amici fidati che l’aiutassero, durante la ricerca, a superare le difficoltà. Francesca salutò la fata, promettendole di tornare presto con la medicina e andò immediatamente a chiamare Tim e il mago Pazzerello. Insieme partirono per affrontare l’impresa. Giunti ai piedi della montagna incontrarono due sentieri: uno saliva lentamente, mentre l’altro era assai ripido. Tim e il Mago Pazzerello si misero subito a litigare su quale sentiero prendere.
“Ti dico che dobbiamo prendere la strada più ripida!” urlava il mago infuriato.

 

“No, poi no! E’ meglio prendere quella che sale più lentamente” lo contrastava Tim. Francesca li ammonì e disse:

 

”Solo andando d’accordo e superando le nostre divergenze riusciremo a  trovare e a riconoscere l’erba dell’armonia! Ricordate quello che ha detto la fata”.

 

Smisero allora di litigare e invitarono Francesca a scegliere lei il percorso da seguire.


“Prenderemo la strada più ripida, il duro cammino insieme consoliderà la nostra amicizia e renderà, quindi, più facile l’impresa di trovare l’erba!”


Ripresero il loro cammino verso la cima della montagna, quando, ad un certo punto, incontrarono un torrente in piena.


Tim disse prontamente: “Ci penso io ad aiutarvi!”


Si gettò nel fiume e con tanta fatica raggiunse l’altra riva. Si fece lanciare una corda dal Mago Pazzerello che la fissò saldamente ad un albero. Francesca e il mago riuscirono ad attraversare il fiume aggrappandosi a quella corda. Superato quell’ulteriore ostacolo, i tre amici incominciarono ad intravedere la cima della montagna. Ma lì li attendeva la prova più ardua: dovevano riconoscere l’erba dell’armonia!
In cima alla montagna c’erano molte piante: tutte avevano colori brillanti ed emanavano un delizioso profumo. Solo una era isolata dalle altre ed aveva colori pallidi. I tre amici si guardarono l’un l’altro e immediatamente decisero che quella piccola pianta era l'erba dell'armonia. I loro cuori, rafforzati dal lungo cammino di crescita insieme, avevano capito che bisognava andarer oltre all'apparenze.

Quella pianta, che sembrava così poco invitante, racchiudeva un sé grandi proprietà di guarigione. Raccolsero, quindi, la piantina, scesero dalla montagna e la portarono alla loro amica.  Nella grotta Francesca preparò l’infuso.


“Ecco qui” esclamò la bambina “una foglia di amicizia, una di amore e poi una di ascolto, di dialogo e una di perdono. E’ solo così che si forma l’armonia.

 

Dopa aver fatto bollire a lungo l’infuso, in modo che gli ingredienti si mescolassero bene tra loro, i tre amici lo fecero bere alla fata che prontamente guarì. La fata ringraziò Francesca, Tim e il Mago Pazzerello e si mise a chiacchierare con loro. Arrivò, però purtroppo, il momento dei saluti. La bambina abbracciò i suoi amici e tornò verso casa dove la sua mamma la stava aspettando per preparare una squisita torta di cioccolato per il compleanno del suo papà.

Contatti

Anna Maria Giovannini (autrice)
giovannini_annamaria@libero.it
e
Massimiliano Lombini (illustratore)
massimiliano.lombini@ambienteverde.it

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