Il sorriso dell'Ape Pina

“Buon giorno Trilly, come stai? Il tuo canto ci allieterà la giornata oggi’?”
“Buon giorno Ugo, hai trascorso bene la notte?”
“Buongiorno Jimmy, ha un aspetto gustoso il tuo latte questa mattina!”
L’ape Pina era fatta così.
Aveva sempre una parola gentile per tutti e regalava a ciascuno il suo sorriso.
Pina non era un ape come tutte le altre.
Era un’ape inmissione speciale: doveva tappare tutti i buchi del muretto che recintava il giardino della signorina Giacomina.
Il muretto era ormai ridotto ad un colabrodo e voleva proprio aggiustarlo, perché proteggeva i suoi amici più cari!
Ogni mattina si alzava di buon ora, prendeva la cazzuola e il secchio con la calce e affrontava il suo compito con impegno.
Quella mattina, verso mezzogiorno al cane Ugo venne voglia di giocare a nascondino.
Continuava a saltarle intorno e non la lasciava lavorare.
“D’accordo Ugo, farò una pausa. Giochiamo. Tu conti ed io mi nascondo”.
“Uno, due, tre…”
Pina si nascose dentro la corolla di un fiore ed Ugo, finito di contare, incominciò a cercarla.
Cerca di qua, cerca di là…annusa di qua, annusa di là…
“Ti ho trovata finalmente, ora corro a fare pace” disse Ugo tutto soddisfatto, ma quando arrivò all’albero dove aveva contato si accorse che Pina non lo stava seguendo.
“Pina…dove ti sei cacciata? Così il gioco non è divertente!”
Ugo tornò indietro e vide che la sua amica era rimasta incastrata dentro al calice del fiore dove si era nascosta.
“Cosa posso fare per aiutarti?”disse il cane preoccupato.
“Stai tranquillo Ugo!Vai a chiamare la signorina Giacomina, ci penserà lei a salvarmi!”
Ugo corse a chiamare la sua padrona ed incominciò a scodinzolarle intorno abbaiando continuamente.
“Cosa c’è Ugo, cosa mi vuoi dire, c’è qualcuno in pericolo forse?”
Il cane abbaiò per farle capire che era proprio quello il problema.
Si girò e si diresse verso il fiore dov’ era incastrata Pina.
La signora Giacomina lo seguì e liberò la sua piccola amica.
“Vola ora, sei libera!”
E così Pina ritornò al lavoro di sempre.
La mattina seguente il gatto Jimmy stava giocando con il canarino Trilly che si era posato sul davanzale quando, inavvertitamente, urtò contro ad un piccolo vaso di plastica vuoto che doveva accogliere una piantina grassa.
Il vaso volò, volò e… volò ancora.
Poi cadde a terra capovolto imprigionando Pina che stava lavorando lì vicino.
Per fortuna Rosy, la figlia della signora Giacomina, aveva assistito all’incidente e aiutò l’ape ad uscire da quella difficile situazione.
Pina le sorrise riconoscente e si rimise all’opera.
Il muretto non poteva attendere oltre!
Trascorsero i giorni e il lavoro di Pina procedeva rapidamente.
Un pomeriggio, però, scoppiò un tremendo temporale.
Pina venne sbattuta qua e là dal vento e dalla pioggia.
Non riusciva a raggiungere un riparo, perché la tempesta era troppo violenta!
Poi all’improvviso quella bufera terminò e tutto ritornò tranquillo come prima.
Ma dov’era finita la piccola Pina?
Ugo e Jimmy si misero a cercarla, la chiamavano a gran voce ma lei non rispondeva.
I due amici trovarono Pina svenuta, in parte nascosta da una foglia, che si era staccata durante la tempesta.
La rianimarono e subito capirono che non poteva più volare.
Si era ferita ad un’ala e aveva bisogno di aiuto.
Ugo e Jimmy  caricarono Pina su quella foglia e la trascinarono piano piano dalla loro padrona.
La signorina Giacomina, che era un’ esperta ricamatrice, ricucì delicatamente l’ala dell’ape.
Pina venne posta in un basso ripiano di una libreria, fra grossi libri di architettura, in un guscio di noce imbottito di bambagia.
Per almeno un mese non avrebbe più potuto volare.
A quella notizia il sorriso che sul volto di Pina non aveva mai smesso di risplendere si oscurò.
Come avrebbe fatto a trascorrere le giornate senza il suo lavoro?
 
Ma il tempo volava leggendo quei meravigliosi libri che c’erano sullo scaffale!
I suoi amici andavano a trovarla ogni giorno e…restavano a farle compagnia.
Al termine di quella lunga malattia, quando finalmente riprese a volare, la piccola ape si recò in giardino e lì  trovò Ugo, Jimmy e Trilly che la stavano aspettando.
Avevano fatto la guardia al suo muretto!
A quel punto il suo viso tornò ad illuminarsi.
“E’ proprio vero” pensò Pina “avere degli amici è veramente meraviglioso!
Ora possa finalmente tornare al mio lavoro.
Non devo dimenticare che io…
Sono un’ape in missione speciale!

Contatti

Anna Maria Giovannini (autrice)
giovannini_annamaria@libero.it
e
Massimiliano Lombini (illustratore)
massimiliano.lombini@ambienteverde.it

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