Gaudino e i pomodori con la cellulite

Quella mattina il contadino Gaudino si recò nel suo orto per raccogliere alcune verdure da portare al mercato.
Cari bambini non fatevi ingannare dal suo nome.
Gaudino non era un contadino sempre allegro e sorridente, anzi era burbero, ma così burbero che sua mamma di sicuro non l’avrebbe chiamato in quel modo,  se avesse  saputo com’era realmente il suo carattere!
Ma…ritorniamo alla nostra storia.
Gaudino incominciò a raccogliere i suoi ortaggi: peperoni, melanzane, zucchine e pomodori.
Nel suo orto c’erano le migliori verdure del suo villaggio e forse anche di quelli vicini.
Tutte le donne  venivano a comprarle da lui al mercato, perché erano veramente gustose!
Mentre stava raccogliendo i suoi grossi e lisci pomodori,  si accorse che una pianta aveva qualcosa di strano: la buccia dei suoi pomodori, invece di essere liscia, era tutta rugosa!
Sembravano pomodori con la cellulite!
“Oh, povero me” disse Gaudino “cos’è successo ai pomodori di questa piantina?
Nessuno li vorrà acquistare! Sono troppo brutti! Li lascerò qui  sulla pianta, è inutile faticare a raccoglierli!”
E così Gaudino se ne andò al mercato ed era così arrabbiato e di cattivo umore che nessuno si avvicinò al suo banchetto per timore di essere  maltrattato.
Nel frattempo, nell’orto, la piantina con i pomodori brutti e rugosi  veniva sbeffeggiata dagli altri ortaggi.
“Ah, ah i tuoi pomodori sono veramente brutti. Il contadino non li raccoglierà per portarli al mercato.
Rimarranno lì a marcire sulla pianta e nessuno li utilizzerà per far salse, sughi o gustosi  friggioni!
Guarda noi come siamo belli!
Presto saremo pronti per essere raccolti ed il contadino sarà orgoglioso di noi quando ci porterà al mercato!”
A sentir quelle parole lei, triste,  pensava tra sé e sé   :
 
“Oh povera me!
Sono una piantina di pomodori veramente sfortunata
con la pelle a buccia d’arancia sono nata.
Tutti gli altri ortaggi mi prendono in giro dicendo:
“Hai la cellulite”  e lo affermano ridendo!”
 
Dovete sapere, miei piccoli amici,  che i pomodori rugosi erano così, perché la piantina alla quale erano appesi era molto golosa: si nutriva con l’acqua dolce del vicino campo di barbabietole che catturava con le sue radici.
Le barbabietole venivano annaffiate e l’acqua,  che si infiltrava nel terreno, diventava dolce.
La piantina golosa non poteva resistere a quella ghiottoneria e, quindi,  ingrassava, ingrassava e la buccia dei suoi pomodori diventava sempre più  simile a quella di un’arancia.
I giorni passavano.
Tutte le mattine il contadino si recava nel suo orto, raccoglieva le verdure migliori, le portava al mercato e i pomodori rugosi non li degnava nemmeno di uno sguardo!
Allora la piantina sempre più triste diceva:
 
“Oh povera me!
Sono una piantina di pomodori veramente sfortunata
anche il contadino mi ha abbandonata,
i miei pomodori al mercato non vuole portare,
perché sono troppo brutti e nessuno li vorrà acquistare!”.
 
Un pomeriggio, di ritorno dal mercato, il contadino Gaudino si recò nell’orto.
Era deciso:voleva eliminare quella pianta “difettosa”.
“Ora ti aggiusto io!
Sei veramente una brutta piantina di pomodori!
Bisogna che ti tolga dal mio orto, non vorrei che avessi qualche malattia o che fossi stata intaccata da qualche parassita.
Devo fare presto, prima che contagi le altre verdure del mio orto.
Non c’è un minuto da perdere!”
Mentre stava  pensando a quelle parole passò di lì un contadino che abitava nel podere vicino al suo e gli chiese se aveva dei pomodori da vendergli,  perché lui li aveva terminati e sua moglie voleva  preparare un gustoso sughetto per gli spaghetti, visto che quella sera avrebbero avuto degli ospiti.
“Amico mio, i pomodori maturi li ho raccolti tutti questa mattina per portarli al mercato.
Mi sono rimasti solo quelli di questa piantina, ma sono così brutti e rugosi che stavo per eliminarli.
Non vorrei che fossero ammalati!”
“Non posso tornare da mia moglie a mani vuote. Li prendo ugualmente, sono sicuro che lei riuscirà ad utilizzarli anche così. Mia moglie è una cuoca eccezionale!”.
I pomodori rugosi vennero, quindi, acquistati e portati dalla signora Elvira che li stava aspettando per preparare il sugo con cui condire la pasta.
Mentre li stava affettando, la contadina decise di assaggiarli, perché temeva che non fossero più commestibili.
Ma… grande fu il suo stupore, quando sentì che erano buonissimi e, soprattutto, dolcissimi!
Preparò la sua ricetta e quella sera fece un successone con i suoi spaghetti.
Il giorno dopo, allora,  mandò suo marito a comprare altri pomodori rugosi: voleva fare la confettura di pomodori. Erano così dolci che la marmellata  sarebbe venuta benissimo!
Gaudino staccò alcuni pomodori e li diede al suo vicino, il quale non smetteva più di dire quanto fossero buoni e dolci. Decise, allora di assaggiarli e scoprì che erano veramente speciali.
Fece, quindi,  seccare i semi di quei pomodori e li piantò vicino alle barbabietole. Aveva, infatti capito il perché erano così rugosi e dolci.
I pomodori crebbero in abbondanza e con quei semi diede origine ad una nuova specie  di pianta di pomodoro.
Tutti gli abitanti dei paesi vicini andarono da lui per comprare quella prelibatezza e lui divenne molto ricco, ma soprattutto divenne anche allegro e dolce!
A  forza di mangiare quei pomodori così gustosi aveva modificato anche il suo carattere!
La piantina  era così felice che tutto il giorno diceva:  
 
“Sono una piantina di pomodori molto fortunata,
perché ora da tutti sono apprezzata.
Se uno riesce ad andare oltre le apparenze
scoprirà che  dolcezza è nascosta sotto le aderenze!”
 
E così si conclude questa storia, con il contadino Gaudino che ha invitato il suo vicino a cena e sforna con il suo forno a legna pizze con un sugo di pomodoro davvero speciale.

Contatti

Anna Maria Giovannini (autrice)
giovannini_annamaria@libero.it
e
Massimiliano Lombini (illustratore)
massimiliano.lombini@ambienteverde.it

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