Chi ha rubato la scopa di Anna Maria?

E' la notte fra il 5 e il 6 gennaio.
La notte in cui arriva la Befana.
Io mi sto rigirando nel letto.
Questa notte proprio non riesco a dormire.
Ci sono dei rumori strani!
“Alessandro, Alessandro svegliati ho paura che ci siano i ladri!”
“Dormi Anna Maria” risponde mio marito “saranno gli uccelli notturni che si muovono sul tetto”.
“Sarà” rispondo io “ma questa tua teoria proprio non mi convince. Forse è la Befana che sta scendendo dal camino per portare la sua calza con i dolciumi ai  bambini del condominio”.
Mio marito non risponde, ha di nuovo ripreso a dormire.
Mi rigiro ancora un po’ nel letto, poi il signor Sonno ha il sopravvento anche su di me e mi addormento.
La mattina seguente mi sveglio un po’ più tardi del solito, tanto il giorno dopo non devo andare a lavorare!
Guardo fuori dalla finestra e vedo che le nostre automobili sono nuovamente imbiancate dalla neve.
Alessandro le aveva tutte pulite la sera prima. Sono ormai diversi giorni che nevica.
“Anna Maria scendo a togliere la neve dalle automobili e a spazzare il vialetto dalla neve”.
“D'accordo, vai pure. La scopa è giù, appoggiata al portone dove l’hai lasciata ieri”.

Dopo pochi minuti sento suonare alla porta: è Alessandro.
“Anna Maria hai preso tu la scopa?”
“No, Alessandro. Ieri l’hai lasciata lì, davanti al portone”
“Qui la scopa non c’è più, l’ho cercata dappertutto”.
“Che sia veramente arrivata la Befana e l’abbia presa in prestito, perché la sua non funzionava più?”
Alessandro, scuotendo la testa, va dal vicino a cercare un’altra scopa per spazzare il vialetto, mentre io continuo a pensare alla nostra. Dove mai sarà finita?
Sono inquieta, i rumori della scorsa notte mi hanno lasciata una strana sensazione di paura.
Forse sono veramente venuti i ladri, ma io continuo a pensare alla Befana.
L’unico modo per capire come sono andate le cose è investigare.
Devo assolutamente parlare con la Befana.
Tiro fuori il librino natalizio che ho scritto lo scorso anno:
“Dove è finito Gesù Bambino?”
Sfoglio le pagine e…
Din Dlon…
“Befana, Befana presto apri la porta! Ti devo parlare.
Sono Anna Maria. Ti ricordi la storia che ho scritto? Tu eri l’aiutante di Babbo Natale. Dovevi scoprire chi, tra gli abitanti del mare, avesse rubato la statuetta di Gesù Bambino”.
“Sì, ricordo bene quella storia.
Come mai mi sei venuta a cercare?”
“E’ scomparsa la mia scopa da davanti al portone. Volevo sapere se per caso l’avevi presa in prestito tu. Ti si è forse rotta la tua?”
“No Anna Maria, la mia scopa è qui, vedi? E poi io, quando prendo in prestito una cosa, ho la buona abitudine di renderla.
E non lo faccio mai senza prima aver chiesto il permesso”.
“Scusa Befana, hai ragione.
A chi mai avrebbe potuto interessare la mia scopa?
Ma certo, perché non ci ho pensato prima!
Forse l’hanno presa le sorelle streghette, quelle che hanno accolto in casa il mio amico Ragnetto Pietro. Quelle che preferivano ascoltare le storie davanti al camino piuttosto che distruggere le ragnatele altrui! Forse volevano fare un giretto a cavallo di una scopa, ma non potevano usare la loro perché troppo vecchia ed impolverata.
Vado subito  a cercarle. Devo andare a trovarle in un’altra storia”.
“Aspetta vengo con te. Lo sai che io sono un’ appassionata
di misteri e di oggetti scomparsi!”.
Ecco qui la storia: “Pietro e le pulizia di Rosa Maria”.
Sfoglio le pagine in compagnia della Befana ed ecco che trovo le sorelle streghette.
Sono nel bosco e stanno raccogliendo le more per preparare una gustosa marmellata.
Oh, ecco si sono accorte della nostra presenza. Sembrano spaventate. Certo una signora in compagnia della Befana deve destare un certo stupore.
“Ehi, voi due, cosa ci fate qui?
Non avete forse sbagliato storia?” ci domandano le tre sorelle streghette.
“Scusate, non volevamo spaventarvi”rispondo io e ci presentiamo.
“Stiamo cercando una scopa che ho smarrito. Non l’avete trovata voi per caso?”.
“No, ci dispiace. In questi giorni siamo troppo impegnate a raccogliere i frutti del sottobosco e a cucinare, non abbiamo tempo per volare a cavallo di una scopa.
Forse l’ha presa Rosa Maria, lei è sempre dietro a fare le pulizie.
Tutto il giorno spazza e spolvera, forse la sua scopa era consumata e ha preso in prestito la vostra”.
“Ma sì, potrebbe essere! Befana andiamo a trovarla”.
“Va  bene, andiamo”.
“Aspettate, veniamo con voi. Non possiamo mica rimanere qui a raccogliere more senza sapere  come andrà a finire questa storia!”
“Guardate, sta passando lo zio Arturo con il suo calessino trainato dal cavallo Tobia e ci sono anche i nostri nipotini!” urlano gioiose le streghette.
“Chiediamo loro un passaggio per andare a trovare Rosa Maria. Presto!”
E così io, la Befana, le sorelle strghette, lo zio Arturo e i nipotini ci avviamo verso la casa di Rosa Maria che sta lavorando nel suo giardino e ci vede arrivare.
“Ehi, ma che sorpresa! Quanta bella gente mi viene a trovare! Ragnetto Pietro, chi sono queste STRANIERE?”.
Ci presentiamo velocemente a Rosa Maria e le raccontiamo come mai abbiamo pensato di andarla a trovare.
Lei ci  ascolta e…
“Una scopa eh! Una scopa è scomparsa? Pensate che l’abbia presa io ?
Eh no, proprio no. Da quando ho sposato lo zio Arturo, tengo sì la mia casa in ordine e pulita, ma faccio anche tante altre cose divertenti insieme a lui. Non vado certo a portar via le scope lasciate incustodite”.
A quel punto nessuno sa più cosa fare per aiutarmi a trovare la mia scopa smarrita.
Probabilmente quello sarebbe rimasto per tutti noi un mistero.
I miei nuovi amici non vogliono, però, darsi per vinti e decidono di uscire dalle loro storie per continuare ad aiutarmi a cercare la scopa.
La mia casa ora sembra  davvero un manicomio.
I  personaggi delle mie storie mettono a soqquadro casa mia per cercare la mia scopa.
Ad un certo punto sentiamo suonare il campanello. Vado ad aprire e…cosa vedo?
Una bella scopa nuova con un fiocco rosso legato al manico.
Abbasso gli occhi e appare Gaia, la figlia dei miei vicini.
Ha l’aria molto preoccupata.
“Gaia hai dato la scopa nuova ad Anna Maria? Le hai chiesto scusa per avergliela presa senza chiedere il permesso?” urla dal piano di sopra la sua mamma.
La bambina mi guarda e poi dice: “Scusa Anna Maria se ho preso la tua scopa, stavo provando a vedere se volava! Stavo imitando la Befana e facevo finta di consegnare le calze ai bambini buoni, ma il manico si è rotto. La mia mamma  è andata a comprarne una nuova. Prendi, spero che tu non sia arrabbiata con me”.
“Emma, prendo in casa con me Gaia. Dobbiamo scambiare quattro chiacchiere”dico alla sua mamma che dal piano di sopra sta cercando di capire come procedono le cose.
“Va bene, dopo rimandamela su!”
“Vieni dentro Gaia, non ti preoccupare, non ti voglio fare del male”.
Chiudo la porta e dico:
“Bene, potete venire fuori ora!”.
Immediatamente scendono dalla scala tutti i personaggi delle mie storie.
Gaia sgrana gli occhi, corre ad abbracciare la Befana e le dà anche un bacino per ringraziarla della bella calza che le ha portato la notte precedente.
Poi si mette tranquilla a giocare con i suoi nuovi fantastici amici.
Fuori dalla finestra i cani del mio vicino abbaiano molto forte.
“Perché fanno tutto questo rumore?” penso.
Mi sveglio di soprassalto.
Mi alzo e vedo i libri che ho scritto  sparpagliati sul pavimento.
Dove sono finiti tutti i personaggi delle mie storie?
Ho solo sognato, forse?
Scendo in cucina per preparare da mangiare e… cosa vedo davanti al camino?
Una bella scopa con un grande fiocco rosso legato intorno al manico.
Avrò sognato oppure no?
Boh, io comunque credo ancora che la notte fra il 5 e il 6 gennaio giunga la Befana!

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Anna Maria Giovannini (autrice)
giovannini_annamaria@libero.it
e
Massimiliano Lombini (illustratore)
massimiliano.lombini@ambienteverde.it

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