Babbo Natale rapito a Cartunia

Cesenatico, piazza delle Conserve.

Come ogni anno, io e mio figlio stavamo passeggiando lungo le caratteristiche viuzze del Porto Canale fra bancarelle di oggetti etnici ed antichi.

Quando, ad un tratto vidi, posati su un tavolino, tanti piccoli burattini costruiti con la lana e da muovere con le dita. Erano veramente simpatici ed io ero alla ricerca di idee per scrivere una nuova storia di Natale.

Ne acquistai alcuni provandoli sulle dita come fanno i bambini: Spider Man, Hulk, Super man, Goku, Sponge Bob, Venom e, per finire, non poteva mancare Babbo Natale!

Come avrei potuto utilizzare tutti questi personaggi così diversi per inventare una storia di Natale?

Quella domanda continuò ad assillarmi per tutto il tragitto di ritorno.

Arrivata a casa, posai i burattini sul comodino vicino alla lampada.

Spensi la luce e mi addormentai.

Sprofondai in un sonno agitato e pieno di sogni…


E’ la Vigilia di Natale a Cartunia, il paese dove vivono i personaggi dei cartoni animati.

Lì grandi e piccini  stanno svolgendo gli ultimi preparativi in attesa dell’arrivo di Babbo Natale.

I super eroi pattugliano le strade: nessun delinquente, con le sue cattive azioni, deve turbare questa festa così importante!

Al Polo Nord, davanti alla casa di Babbo Natale, gli gnomi stanno caricando sulla slitta i doni da portare a tutti i bambini buoni del mondo e, ovviamente, anche a quelli di Cartunia!

Nelle fogne di Cartunia, invece, un losco individuo si sta aggirando. Chi potrà mai essere?

Venom, il terribile nemico dell’Uomo Ragno.

Lui sta organizzando  un diabolico piano per catturare Babbo Natale.

“Perché lo vuole catturare ?” direte voi  bambini “Che male gli ha fatto? Babbo Natale è così buono!”

Dovete sapere cari bambini che, catturando Babbo Natale, Venom colpirà i suoi eterni nemici: i super eroi e in particolare l’Uomo Ragno, suo rivale da sempre!

E poi Babbo Natale gli sta proprio antipatico, nella sua mente, infatti, frulla sempre una domanda:

“Perché deve portare i regali solo ai bambini buoni di tutto il mondo?”

Venom ripensa spesso a quando era bambino e, visto che faceva  arrabbiare i suoi genitori, sotto l’albero trovava sempre e solo carbone.

Il nero del carbone è diventato il colore del suo costume: il colore del male.

“Devo fare presto” dice fra sé e sé Venom “ la mezzanotte sta per arrivare. La mia ragnatela gigante è quasi pronta. Deve essere molto resistente, se voglio intrappolare Babbo Natale ed impedirgli  di consegnare in tempo i doni ai bambini”

Poi esce dai sotterranei e, con gesti veloci, sistema la sua ragnatela proprio nel punto dove, ogni anno, passa  Babbo Natale.

Babbo Natale parte dal Polo Nord con le sue renne che trainano una slitta carica di doni.

E’ ormai mezzanotte, Babbo Natale sta arrivando a Cartunia e non vede l’ora di incominciare a distribuire i suoi doni.

Purtroppo non riesce a vedere in tempo la ragnatela e rimane imprigionato insieme al suo prezioso carico nella trappola per lui preparata.

I super eroi, non vedendolo arrivare,  sono molto preoccupati  e si  mettono a cercarlo, aiutati anche da molti amici che non vogliono vedere l’indomani i volti tristi dei loro bambini.

Individuano dove è imprigionato Babbo Natale e cercano di liberarlo, ma Venom ingaggia con loro una lotta furibonda.

Solo grazie all’unione di tutte le loro forze i super eroi vincono lo scontro e catturano Venom che viene messo in galera.

Al termine della battaglia è già quasi mattina. Come faranno i bambini a ricevere i loro doni?

Babbo Natale, quest’anno ha assolutamente bisogno di aiuto: tutti i super eroi si mettono al lavoro e, grazie anche alla loro collaborazione,  tutti i bambini ricevono i loro doni.

E Venom?

In prigione anche lui riceve un piccolo pacchettino.

Cosa conterrà?

Un piccolo bauletto con dentro un po’ di carbone perché aveva compiuto proprio una brutta azione imprigionando Babbo Natale, ma anche tanti dolcetti: tutti hanno diritto almeno una volta di ricevere un regalo da Babbo Natale.
O no!


Cos’era quel fastidioso rumore che sentivo in lontananza? Era un rumore lontano, ma stava diventando sempre più forte…

…Improvvisamente mi svegliai.

Era la mia sveglia che suonava. Avevo sognato.

Guardai sul comodino: i burattini erano tutti lì.

Allora sorrisi pensando che  presto il mio sogno si sarebbe trasformato in una storia, una nuova storia di Natale da raccontare a tutti i bambini che avevano voglia di ascoltarla, anche se un po’ birichini.

Contatti

Anna Maria Giovannini (autrice)
giovannini_annamaria@libero.it
e
Massimiliano Lombini (illustratore)
massimiliano.lombini@ambienteverde.it

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