Nuovi guai nel paese dell'arcobaleno

 

La canzone dell’arcobaleno

 

Nel paese dell’Arcobaleno,

ogni giorno scorre sereno.

Ma un brutto giorno il mago Pazzerello

pensa: “ Rubar l’arcobaleno è bello!”.

 

L’arcobaleno è il dono di una fata,

grazie a lui la parola è data.

Se il mago lo ruberà,

il paese più non esisterà

 

Rit. Mago Pazzerello non rubare l’arcobaleno,

perché solo soletto rimarrai in un baleno.

L’amicizia è un grande dono sai, non privartene mai,

resta con noi e non te ne pentirai.

 

Il mago l’amicizia accettò

e sereno le notti passò,

mentre in cielo le stelle osservava,

ai suoi nuovi amici pensava.

 

 Rit. Mago Pazzerello non rubare l’arcobaleno,

perché solo soletto rimarrai in un baleno.

L’amicizia è un grande dono sai, non privartene mai,

resta con noi e non te ne pentirai.

Ripetere

Mago Pazzerello non rubare l’arcobaleno,

perché solo soletto rimarrai in un baleno.

 

Prologo

 

Narratore

 

Vi ricordate cari bambini la storia: “Il Paese dell’Arcobaleno”.  Sìì? Ne abbiamo appena cantato la canzone. Bene, questa storia racconta una nuova mirabolante avventura di Francesca e dei suoi amici leprotti nel Paese dell’Arcobaleno.

 

 

Nuovi guai al paese dell'arcobaleno

Personaggi

Narratore

Mamma

Francesca

Fata

Tim

Mago Pazzerello

 

 

Narratore

(La scena si svolge sul vialetto che porta alla grande casa gialla)

Era ormai pomeriggio inoltrato.

Il sole stava tramontando e conferiva al paesaggio un aspetto dorato, quasi magico.

Intorno regnavano quiete e silenzio.

Francesca e la sua mamma stavano tornando a casa, dopo un’intensa giornata di scuola e di lavoro.

Ad un certo punto la mamma fermò l’automobile: aveva visto in lontananza un leprotto sul vialetto.

Mamma

“Guarda Francesca c’è un leprotto sul vialetto!”

Francesca

“E’ vero mamma è bellissimo!”

Mamma

“Dobbiamo procedere molto lentamente se non  vogliamo farlo fuggire!”

Narratore 

Francesca capì subito che quel leprotto era Tim.

Il leprotto, con balzi veloci, scomparve in un campo di trifoglio.

 Arrivate a casa, Francesca scese prontamente dall’automobile.

Francesca

 “Mamma vado a fare un giretto!”

Mamma

“Va bene Francesca vai pure, ma non allontanarti troppo!”

 

Francesca

“Devo fare presto! Forse gli abitanti del Paese dell’Arcobaleno hanno bisogno del mio aiuto!”

Narratore

Francesca si recò correndo nel Pese dell’arcobaleno passando attraverso il  profondo buco nero che conduceva in quel fantastico mondo.

(La scena si svolge nel Paese dell’Arcobaleno)

Al villaggio dei leprotti tutti le fecero una grande festa, poi Tim parlò e le raccontò perché l’avevano cercata.

Leprotto Tim

“ L’arcobaleno arancione sta perdendo il suo colore, fra poco tempo dovremo rinunciare alle nostre doti umane. Dobbiamo assolutamente capire il perché di  questo fatto e porci al più presto rimedio”.

Narratore

Francesca capì subito la gravità della situazione e decise di recarsi a trovare la fata che viveva vicino alla cascata. 

(La scena si sposta alla cascata)

Giunta alla cascata la chiamò:

Francesca

“Fata! Fata dell’arcobaleno dove sei!”

Narratore

Ma la fata non rispondeva.

La bambina decise allora di andarla a cercare.

Guardò nella grotta nascosta dietro alla cascata  e vide la fata distesa sul letto in fin di vita.

Le corse vicino e cercò di rianimarla bagnandole la fronte con la fresca acqua della cascata.

La fata aprì gli occhi e sorrise a Francesca, ma era debole, troppo debole per muoversi, le usciva appena un fil di voce.

Francesca

“Cara fata che cosa ti è successo?”

Fata

“Purtroppo sono affetta da una grave malattia e l’unico modo per guarire è quello di bere un infuso preparato con l’erba dell’armonia. Quest’erba cresce in cima alla montagna che si erge dietro alla cascata. Se non riuscirò a guarire, anche l’arcobaleno scomparirà! Devi saper che l’unico modo per riconoscere l’erba dell’armonia è ascoltare il proprio cuore!

Narratore

La  fata invitò Francesca  a partire accompagnata da amici fidati che l’aiutassero, durante la ricerca, a superare le difficoltà.

Francesca salutò la fata, promettendole di tornare presto con la medicina e andò immediatamente a chiamare Tim e il mago Pazzerello.

Insieme partirono per affrontare l’impresa.

(Scena: i tre amici passano attraverso il bosco e giungono ai piedi della montagna)

Giunti ai piedi della montagna incontrarono due sentieri: uno saliva lentamente, mentre l’altro era assai ripido.

Tim e il Mago Pazzerello si misero subito a litigare su quale sentiero prendere.

Mago Pazzerello

“Ti dico che dobbiamo prendere la strada più ripida!”

Leprotto Tim

“No e  poi no!E’ meglio prendere quella che sale più lentamente”

Narratore

Francesca li ammonì e disse:

Francesca

“Solo andando d’accordo e superando le nostre divergenze riusciremo a  trovare e a riconoscere l’erba dell’armonia! Ricordate quello che ha detto la fata”.

Narratore

Smisero allora di litigare e invitarono Francesca a scegliere lei il percorso da seguire.

Francesca

“Prenderemo la strada più ripida, il duro cammino insieme consoliderà la nostra amicizia e renderà, quindi, più facile l’impresa di trovare l’erba!”

Narratore

Ripresero il loro cammino verso la cima della montagna, quando, ad un certo punto, incontrarono un torrente in piena.

Tim

 “Ci penserò  io ad aiutarvi!”

(La scena si svolge lungo il torrente)

Narratore

Tim si gettò nel fiume e con tanta fatica raggiunse l’altra riva.

Si fece lanciare una corda dal Mago Pazzerello e la fissò saldamente ad un albero.

Francesca e il mago riuscirono ad attraversare il fiume aggrappandosi a quella corda.

Superato quell’ulteriore ostacolo, i tre amici incominciarono ad intravedere la cima della montagna.

(La scena si svolge in cima alla montagna)

Ma lì li attendeva la prova più ardua: dovevano riconoscere l’erba dell’armonia!

In cima alla montagna c’erano molte piante: tutte avevano colori brillanti ed emanavano un delizioso profumo.

Solo una era isolata dalle altre ed aveva colori pallidi.

I tre amici si guardarono l’un l’altro e immediatamente decisero che quella piccola pianta era l’erba dell’armonia!

I loro cuori, rafforzati dal lungo cammino di crescita insieme, avevano capito che bisognava andare oltre le apparenze.

Quella pianta, che sembrava così poco invitante, racchiudeva un sé grandi proprietà di guarigione.

Raccolsero, quindi, la piantina, scesero dalla montagna e la portarono alla loro amica.

(La scena si svolge presso la cascata)

Nella grotta Francesca preparò l’infuso.

Francesca

“Ecco qui una foglia di amicizia , una di amore e poi una di ascolto , di dialogo e  di perdono . E’ solo così che si forma l’armonia!”

Narratore

Dopa aver fatto bollire a lungo l’infuso, in modo che gli ingredienti si mescolassero

bene tra loro, i tre amici lo fecero bere alla fata che prontamente guarì.

La fata ringraziò Francesca, Tim e il Mago Pazzerello e si mise a chiacchierare con loro.

Arrivò,  però purtroppo, il momento dei saluti.

La bambina abbracciò i suoi amici e tornò verso casa dove la sua mamma la stava aspettando per preparare una squisita torta di cioccolato per il compleanno del suo papà.

 

 

 

 
     

 

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© Anna Maria Giovannini - Castel Maggiore (Bo)