I calzini spaiati

Personaggi

Anna Maria

Granchio Mino

Babbo Natale

Befana

Sarto Leopoldo

Mastro Pittore

Narratore

 

Narratore

Anna Maria è sconfortata. Ha le mani nei capelli.

Gli esami sono finiti ed ora che finalmente è a casa dal lavoro, deve fare le pulizie “grosse”!

Anna Maria

“Se normalmente le pulizie si fanno a Pasqua ci sarà un motivo!” (Anna Maria assume un’espressione disperata)

Narratore

Nel sottotetto ci saranno 40° e, riordinare gli armadi, è una vera impresa da Titani.

Apre un armadio e trova un contenitore pieno di calzini spaiati.

Ne apre un altro e trova ancora, indovinate un po’, calzini spaiati.

Persino nel contenitore dei vestiti da lavare di suo figlio Davide trova dei calzini spaiati

Anna Maria

“Ma dove saranno finiti tutti i calzini? Chi li avrà nascosti o rubati e perché?”

Narratore

All’ennesimo calzino spaiato Anna Maria è al colmo della disperazione. Chi potrà mai portarle via i suoi

calzini?

Anna Maria

“E’ necessario incominciare ad indagare. Ma come mai potrò riuscire a risolvere da sola questo mistero? Devo assolutamente farmi aiutare! Potrei chiedere aiuto a Babbo Natale e… alla sua aiutante la Befana.

Loro sono esperti di misteri. Domani mattina devo andare al mare e ne approfitterò per chiedere aiuto al granchiolino Mino, lui sicuramente saprà come trovarli!”

Narratore

La mattina dopo Anna Maria si reca prontamente a Cesenatico e, una volta giunta in spiaggia, incomincia a

chiamare a gran voce il suo amico Mino.

Anna Maria

“Mino, Mino dove sei?”

Mino

“Anna Maria sono qui, che piacere vederti. Cosa fai da queste parti?”

Anna Maria

“Granchio Mino ho bisogno del tuo aiuto: dovresti contattare per me Babbo Natale e la Befana. Ho un

mistero da risolvere!”

Mino

“Raccontami tutto Anna Maria”.

Narratore

E così lei incomincia a raccontargli del mistero dei calzini spaiati.

Granchio Mino è preoccupato, dietro la sparizione di questi calzini c’è sicuramente un mistero.

Mino

“D’accordo Anna Maria, contatterò Babbo Natale, poi ci penserà lui a chiamare la Befana.

Speriamo che ti possano aiutare! Vedrai che presto arriveranno in tuo soccorso”.

Anna Maria

“Grazie Mino, aspetterò fiduciosa l’arrivo di Babbo Natale e della sua cara amica Befana”.

Narratore

E così Anna Maria, dopo una giornata di riposo al mare, torna a casa con la speranza di poter risolvere il

mistero.

“Din don, din don” qualcuno sta suonando alla porta.

Anna Maria stava dormendo e si sveglia di soprassalto.

Anna Maria

“Chi mai sarà a quest’ora di notte?”.

Narratore

Si mette la vestaglia e va a guardare dallo spioncino della porta.

Anna Maria

“Ma è Babbo Natale e dietro di lui c’è la sua amica Befana!”.

Narratore

 Si sa che per incontrare Babbo

Natale e la Befana bisogna sempre aspettare la mezzanotte.

Anna Maria apre subito la porta e getta le braccia al collo a Babbo Natale.

Anna Maria

 “Finalmente sei arrivato e sei venuto con la tua aiutante”.

Narratore

Anna Maria sorride gentilmente alla Befana facendole l’occhiolino.

 Lei ben sa che il contributo della Befana è fondamentale per risolvere i misteri in cui Babbo Natale è

coinvolto.

Babbo Natale

“Su su, presto, non perdiamo altro tempo raccontaci cosa ti è successo e quale mistero dobbiamo risolvere. Granchio Mino è molto preoccupato per te”.

Narratore

 E così Anna Maria racconta nuovamente quello che le sta capitando. Babbo Natale tira fuori allora la sua

speciale lente di ingrandimento ed insieme alla Befana va a caccia di indizi negli armadi di Anna Maria.

Cerca di qua e cerca di là, sotto ai vestiti e dietro ai vestiti, ma nulla, non riescono a trovare nulla.

Dopo molte ricerche, la Befana osserva un poncho molto carino che è nell’armadio di Anna Maria. E’ a righe

bianche e nere ed è molto morbido! Non resiste, deve proprio provarlo, lo tira fuori e…  in un

angolo ben nascosto nota un bottoncino. Da quale vestito sarà caduto? Prova a prenderlo in mano, ma non

si stacca, allora prova a premerlo e, in men che non si dica, il fondo dell’armadio si apre e appare un

passaggio segreto. Dove mai porterà?

Babbo Natale, la Befana ed Anna Maria si guardano esterrefatti ed un po’ impauriti.

Anna Maria

“Cosa facciamo adesso?”

Befana

“Andiamo, dobbiamo percorrere il passaggio segreto”.

Babbo Natale

“Sì, ma con prudenza, non sappiamo chi è l’autore di questi furti”.

I tre si incamminano lungo il passaggio segreto e si ritrovano in un bosco.

 In mezzo al bosco ci sono alcuni sentieri. Da che parte dovranno andare i nostri amici?

Anna Maria

“Ora cosa facciamo? Quale sentiero seguiamo?”

Babbo Natale

“Venite, venite da questa parte qui c’è un calzino!”

Befana

“Hai ragione Babbo Natale, il sentiero è questo! Eccone qui un altro”.

Anna Maria

“Chi ha rubato i miei calzini deve essere un tipo molto sbadato! Dietro questo cespuglio c’è un mio calzino

bianco”.

Babbo Natale

“Oppure voleva indicarci la strada da seguire “.

Narratore

I tre amici proseguono il loro cammino lungo il sentiero scovando ora di qua ed ora di là dei calzini

abbandonati.

Seguendo quelle tracce, giungono ad una buffa casetta: le pareti sono tutte colorate, sul tetto ci sono un

grande paio di forbici, dei rocchetti di filo ed un enorme ago. Sulla cassetta della posta c’è scritto: “Sarto

Leopoldo”.

 Anna Maria

“Allora è lui che ruba i miei calzini? Chissà mai perché”.

Befana

“L’unica cosa che possiamo fare è chiederglielo”.

Babbo Natale

“D’accordo, suoniamo il campanello, ma facciamo attenzione, non sappiamo le reali intenzioni di chi ci

troveremo davanti”.

Narratore

Babbo Natale deve sempre un po’ frenare l’entusiasmo della sua aiutante.

(“Din don, din don” suonano il campanello).

Viene ad aprire alla porta un uomo piccolino, con tanti riccioli biondi sulla tesa, due profondi occhi azzurri

ed un sorriso gioviale.

Sarto Leopoldo

“Finalmente siete arrivati, vi stavo aspettando!!”

Anna Maria

“Ci stava aspettando? Ma…se non ci conosciamo neppure”.

Sarto Leopoldo

“Voi non mi conoscete, ma io sì. Ho letto tutte le storie di Anna Maria e so che lei con in vostro aiuto può

risolvere tutti i misteri. E poi chi non conosce Babbo Natale e la sua cara amica Befana!

Comunque mi presento, sono Sarto Leopoldo” (si profonde in un inchino) “ma entrate, non state lì sulla

porta”.

Narratore

I tre amici entrano e si accomodano su un allegro e spazioso divano. Sarto Leopoldo ha già allestito

la tavola per offrire il the con i pasticcini ai nuovi arrivati. Mentre versa la calda bevanda nelle tazzine,

alza gli occhi verso i suoi ospiti e…

Sarto Leopoldo

“Vi starete chiedendo perché vi ho fatto venire fin qui con il trucco dei calzini! Perché ormai avrete capito che era tutto organizzato, nulla è stato lasciato al caso”.

 (I tre fanno cenno di sì   con la testa).

“Dovete saper che io sono il sarto di questo paese e confeziono gli abiti per i suoi abitanti: sono tutti colorati ed i modelli sono tutti diversi. Ogni abito è confezionato secondo le caratteristiche fisiche ed emotive di colui che lo indossa. Ultimamente, però, ho smarrito la “Fantasia”. I miei vestiti sono diventati un po’ come i tuoi calzini Anna Maria, tutti neri o bianchi, solo di marche diverse. Non riesco a capire cosa mi sia successo. Mi potete aiutare a ritrovare la mia Fantasia?”

Anna Maria

“Certamente, ma da dove possiamo incominciare?”

Sarto Leopoldo

“Vi porto nel mio studio, forse troverete qualche indizio”.

Narratore

E così si trovano nello studio di Leopoldo. Ci sono pezze di stoffa di tutti colori, bottoni, lustrini, nastri, fili

da utilizzare per cucire. Quel luogo è un vero paradiso per un sarto, ma sui manichini ci sono solo vestiti confezionati in nero e bianco, tutti uguali.

Babbo Natale tira fuori la sua lente ma, mentre sta osservando gli oggetti intoro a lui, incomincia ad

avvertire uno strano odore.

Babbo Natale

“Sarto Leopoldo che cos’è questo odore?”

Sarto Leopoldo

“Quale odore? Io non sento nulla”.

Babbo Natale

“Questo odore strano, lo sentite anche voi mie care amiche?”

(La Befana ed Anna Maria fanno cenno di sì con la testa).

Babbo Natale

“Devo individuare da dove arriva, ora prendo il mio annusometro”. 

(Babbo Natale indossa l’annusometro ed incomincia a ricercare).

Befana

“Babbo Natale, da questa parte, qui l’odore è fortissimo!”

Sarto Leopoldo

“Io continuo a non sentire niente”.

Babbo Natale

“Eccomi qui, avevate ragione. L’odore in questo punto è fortissimo. L’annusometro è alle stelle. Viene da questa scatola. Cosa conservi lì dentro Leopoldo?”

Sarto Leopoldo

“Non ricordo Babbo Natale, so solo che questa scatola mi è stata regalata!

Anna Maria

“Regalata da chi?”

Sarto Leopoldo

“L’ho trovata fuori dalla porta”

Babbo Natale

“Chiunque te l’abbia regalata doveva volerti molto male! Questo odore nauseabondo ti ha fatto perdere la fantasia! Dobbiamo liberarcene subito”.

Befana

“Cosa contiene?”.

Sarto Leopoldo

“Non lo so, l’ho appoggiata su questa mensola e poi me la sono dimenticata”.

Babbo Natale

“Proviamo ad aprirla”.

(Babb0 Natale apre la scatola)

“Ma…ci sono dei colori scaduti!”.

Sarto Leopoldo

“Forse me l’ha regalata Mastro Pittore, solo lui utilizza questi colori per dipingere. Perché mai mi avrà voluto fare del male”.

 

Befana

“L’unico modo di per scoprirlo è chiederglielo”.

Narratore

E così sarto Leopoldo porta i suoi nuovi amici a trovare Mastro Pittore.

Lo trovano in giardino tutto imbronciato.

Sarto Leopoldo

“Mastro pittore cosa c’è che non va?”.

Narratore

Mastro pittore alza lo sguardo e rimane meravigliato nel vedere quella strana compagnia.

Sarto Leopoldo

“Non è che sei un po’ pentito?”

Mastro Pittore

“Pentito per cosa?”

Anna Maria

“Forse per aver cercato di far del male a Leopoldo”.

Narratore

Mastro Pittore abbassa nuovamente lo sguardo e, sentendosi scoperto confessa.

Mastro Pittore

“Avete ragione, sono stato io a regalare quella scatola a Leopoldo, ero geloso per i colori meravigliosi dei suoi vestiti. A me, quando dipingo, vengono sempre colori opachi e tristi. Ma ho capito che danneggiare lui non mi rende un pittore migliore”.

Sarto Leopoldo

“Hai ragione. Commettere cattive azioni non rende migliori”.

Mastro Pittore

“Scusami Leopoldo, non lo farò più. Mi puoi perdonare?”

Narratore

Leopoldo sta alcuni momenti in silenzio, ci pensa un po’ su e poi dice:

Sarto Leopoldo

“Certamente! Anzi farò ben di più, ti aiuterò a miscelare i colori così, quando dipingerai, tutto quello che farai sarà allegro e pieno di luce. Ma prima mi devi dire cosa posso fare per annullare l’effetto della tua scatola di colori”.

 

 

Mastro Pittore

“Basta che sotterri la scatola in una buca molto profonda. Una volta che non sentirai più l’odore dei colori il suo effetto svanirà”.

Anna Maria

“Allora andiamo subito a sotterrare la scatola”.

Narratore

E così sarto Leopoldo, piano piano, rincomincia a riacquistare la sua fantasia.

Sarto Leopoldo e Mastro Pittore chiamano a raccolta gli abitanti del villaggio e gli presentano i loro nuovi amici.

I piccoli del villaggio riconoscono Babbo Natale e la Befana e, dopo averli abbracciati e festeggiati consegnano loro le letterine per i regali di Natale.

Anna Maria, Babbo Natale e la Befana ritornano a casa soddisfatti per essersi fatti dei nuovi amici e si salutano promettendo di rivedersi presto.

La mattina dopo Anna Maria si sveglia e si accorge con la coda dell’occhio, che Samoa, il cane di suo figlio ha in bocca un calzino, lo segue in punta di piedi e vede che lo sta nascondendo in una buca.

Anna Maria

“Allora è per questo che i calzini sono spaiati!”

Narratore

Urla Anna Maria afferrando Samoa e togliendole il calzino dalla bocca.

Vorrebbe sgridarla, ma la sua espressione è irresistibile quando commette delle marachelle.

Anna Maria

“La storia di sarto Leopoldo allora è stata solo un sogno!”

Narratore

ma mentre dice queste parole, alza lo sguardo e sul davanzale della finestra vede una scatola di colori e una meravigliosa sciarpa.

Chi mai le avrà fatto questi bei regali e perché?

Cari bambini lascio a voi la risposta.

 

 

 

 

 

 

 

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© Anna Maria Giovannini - Castel Maggiore (Bo)