Ragnetto Pietro: ritorna!

Ciao bambini,
vi ricordate del ragnetto Pietro? Quello che era fuggito dalla casa di Rosa Maria, maniaca della pulizia?
Lo avevamo lasciato che stava costruendo la sua ragnatela sopra al camino, nella casa delle  tre sorelle  streghette: voleva ascoltare le storie che raccontava lo zio Arturo!
Bene, la nostra  storia rincomincia proprio dal punto in cui l’avevamo lasciata.
Il ragnetto Pietro si era trasferito nella casa delle tre sorelle streghette ormai da alcuni giorni e nessuno lo disturbava più.
Tutti erano impegnati nelle loro faccende e non avevano certo tempo per occuparsi di un ragnetto che aveva costruito la sua casa sopra al camino.
Una mattina, il ragnetto Pietro, sicuro che nessuno avrebbe più distrutto la sua ragnatela, decise di esplorare la casa delle streghette.
Si recò in cucina.
Alle pareti erano appesi tanti oggetti strani: setacci, mestoli, pentole di rame, trecce di peperoncino ed erbe messe a seccare a testa in giù .
Sul davanzale della finestra c’era una gabbietta con dentro un canarino e nel giardino la cuccia di un grosso cane.
Dopo aver perlustrato tutto l’appartamento, Pietro vide una piccola porta.
Chissà se oltre ad essa c’era ancora qualcosa da esplorare?
Il ragnetto curioso decise di passare dalla fessura che si trovava sotto la porta e di proseguire la sua avventura.
Lì si trovò di fronte ad una lunga scala, si arrampicò con grande fatica e indovinate dove si trovò?
Nella soffitta, sì proprio nella soffitta. Che luogo meraviglioso era! Quanti tesori nascondeva!
In un angolo della stanza notò un baule semi aperto.
Il ragnetto decise di vedere che cosa conteneva.
C’erano molti oggetti, tutti interessanti, ma Pietro fu attratto da una grossa sfera di cristallo.
La fissò a lungo…
Inizialmente dentro ad essa vide solo la sua immagine riflessa, ma poi, piano piano…
…incominciarono a comparire alcune immagini che lentamente diventarono più nitide.
Nella prima vide le tre sorelle streghette: stavano litigando.
Ognuna aveva in mano un vasetto diverso di marmellata.
Dopo alcuni minuti incominciò a sentire anche i loro discorsi.
Dovevano far partecipare le loro marmellate ad un concorso. Ne dovevano scegliere solo una, ma non riuscivano  a trovare un accordo su quale fosse la migliore.
Per fortuna arrivò lo Zio Arturo che ebbe un’idea geniale: avrebbero fatto assaggiare le tre marmellate ai suoi nipotini, sarebbero stati loro a decidere quale inviare.
A quel punto le streghette smisero di litigare e si rappacificarono .
All’improvviso quest’immagine scomparve, per farne apparire un’altra: c’era lo zio Arturo che stava sgridando i suoi nipotini, perché avevano rotto l’altalena in giardino.
I suoi nipoti erano molto tristi e si scusarono con lui per il pasticcio che avevano combinato.
Lo zio rimase serio alcuni minuti, poi non riuscì più a resistere nel vedere i visi mortificati dei bambini.
Allora li abbracciò forte forte , poi li mandò a prendere la cassetta degli attrezzi e, in quattro e quattr’otto, aggiustò l’altalena per la gioia dei suoi nipoti che subito ripresero a giocare.
Lentamente anche questa immagine svanì e, all’interno della sfera  apparve la signorina Rosa Maria: era seduta sul divano e aveva un’espressione molto triste.
Il ragnetto pensò: “Forse Rosa Maria si sente sola! In tutte le famiglie ci sono dei problemi anche in quella delle streghette.
A volte si litiga, ma poi si fa la pace! Chissà, forse sente la mia mancanza!
Ho fatto male a lasciarla, prima di andarmene dovevo almeno provare a parlarle!.
Proverò a tornare a casa, speriamo che abbia sentito  la mia mancanza.
Magari riuscirò a convincerla a lasciarmi un angolino per costruire la mia ragnatela” .
E così Pietro prese la sua valigia e, passando per il bosco, s’incamminò verso la sua vecchia casa.
Nel frattempo la signorina  Rosa Maria stava spolverando la sua libreria e pensava tra sé e sé:
“Dove sarà finito il ragnetto Pietro? Sono tanti giorni che non lo vedo. Mi sporca sempre la mia bella casa con le sue ragnatele, ma senza di lui non ho proprio più nulla da fare!
Si sarà offeso? Forse ho un po’ esagerato con tutte queste pulizie.
Adesso sono qui, da sola e non ho nemmeno un ragno con cui parlare e litigare”.
 Terminate quelle parole sentì qualcuno che la chiamava da fuori dalla porta di casa:
“Rosa Maria! Rosa Maria! Sono il ragnetto Pietro! Puoi venire ad aprirmi, ti vorrei parlare”.
La signorina corse ad aprire la porta e fece al ragnetto una gran festa e poi gli chiese:
“Pietro, ti sei offeso? Come mai eri scomparso?”.
Il ragnetto raccontò a Rosa Maria:
“Me ne ero  andato perché non ne potevo più di vedere la mia casa distrutta! Ora però ho capito che a volte, per risolvere i problemi, basta parlare.
Sono tornato qui proprio per questo, per parlare con te.
Ti volevo chiedere se mi puoi lasciare un angolino dove costruire la mia ragnatela, perché io lontano da qui sento la nostalgia tua e di questa casa”.
“Anch’io in questi giorni ho sentito la tua mancanza! Se vuoi puoi costruire la tua ragnatela nella stalla e poi  puoi venire in casa  a tenermi compagnia. Potremo guardare insieme i miei cartoni animati preferiti, quelli di Dragon ball Cosa ne dici?”.
“D’accordo Rosa Maria, sarò ben felice di tornare a vivere in questa casa”.
E così Pietro tornò ad abitare nella casa di Rosa Maria.
Insieme vissero ancora nuove divertenti avventure, anche con i nuovi amici di Pietro: le sorelle streghette, lo zio Arturo ed i suoi nipotini.

Contatti

Anna Maria Giovannini (autrice)
giovannini_annamaria@libero.it
e
Massimiliano Lombini (illustratore)
massimiliano.lombini@ambienteverde.it

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