I calzini spaiati

Anna Maria è sconfortata. Ha le mani nei capelli.

Gli esami sono finiti ed ora che finalmente è a casa dal lavoro, deve fare le pulizie “grosse”!

“Se normalmente le pulizie si fanno a Pasqua ci sarà un motivo!” pensa lei in preda alla disperazione più nera.

Nel sottotetto ci saranno 40° e, riordinare gli armadi, è una vera impresa da Titani.

Apre un armadio e trova un contenitore pieno di calzini spaiati.

Ne apre un altro e trova ancora, indovinate un po’, calzini spaiati.

Persino nel contenitore dei vestiti da lavare di suo figlio Davide trova dei calzini spaiati. “Ma dove

saranno finiti tutti i calzini?” esclama Anna Maria fra sé e sé.

“Chi li avrà nascosti o rubati e perché?”

All’ennesimo calzino spaiato Anna Maria è al colmo della disperazione. Chi potrà mai portarle via i suoi calzini?

“E’ necessario incominciare ad indagare” pensa Anna Maria con espressione imbronciata. “Ma come mai potrò riuscire a risolvere da sola questo mistero? Devo assolutamente farmi aiutare!Potrei chiedere aiuto a Babbo Natale e… alla sua aiutante la Befana.Loro sono esperti di misteri.”

Domani mattina devo andare al mare e ne approfitterò per chiedere aiuto al granchiolino Mino, lui sicuramente saprà come trovarli!”

La mattina dopo Anna Maria si reca prontamente a Cesenatico e, una volta giunta in spiaggia, incomincia a

chiamare a gran voce il suo amico Mino.

“Anna Maria sono qui, che piacere vederti. Cosa fai da queste parti?”

“Granchio Mino ho bisogno del tuo aiuto: dovresti contattare per me Babbo Natale e la Befana. Ho un

mistero da risolvere!”

“Raccontami tutto Anna Maria”. E così lei incomincia a raccontargli del mistero dei calzini spaiati.

Granchio Mino è preoccupato, dietro la sparizione di questi calzini c’è sicuramente un mistero.

“D’accordo Anna Maria, contatterò Babbo Natale, poi ci penserà lui a chiamare la Befana.

Speriamo che ti possano aiutare! Vedrai che presto arriveranno in tuo soccorso”.

“Grazie Mino, aspetterò fiduciosa l’arrivo di Babbo Natale e della sua cara amica Befana”.

E così Anna Maria, dopo una giornata di riposo al mare, torna a casa con la speranza di poter risolvere il

mistero.

“Din don, din don” qualcuno sta suonando alla porta.

Anna Maria stava dormendo e si sveglia di soprassalto.

“Chi mai sarà a quest’ora di notte?”.

Si mette la vestaglia e va a guardare dallo spioncino della porta.

“Ma è Babbo Natale e dietro di lui c’è la sua amica Befana!” esclama felice. Si sa che per incontrare Babbo

Natale e la Befana bisogna sempre aspettare la mezzanotte.

Anna Maria apre subito la porta e getta le braccia al collo a Babbo Natale. “Finalmente sei arrivato e sei

venuto con la tua aiutante”. Anna Maria sorride gentilmente alla Befana facendole l’occhiolino.

Lei ben sa che il contributo della Befana è fondamentale per risolvere i misteri in cui Babbo Natale è coinvolto.

“Su su, presto, non perdiamo altro tempo” esclama Babbo Natale poco abituato alle smancerie “raccontaci

cosa ti è successo e quale mistero dobbiamo risolvere. Granchio Mino è molto preoccupato per te”.

E così Anna Maria racconta nuovamente quello che le sta capitando. Babbo Natale tira fuori allora la sua speciale lente di ingrandimento ed insieme alla Befana va a caccia di indizi negli armadi di Anna Maria.

Cerca di qua e cerca di là, sotto ai vestiti e dietro ai vestiti, ma nulla, non riescono a trovare nulla.

Dopo molte ricerche, la Befana osserva un poncho molto carino che è nell’armadio di Anna Maria. E’ a righe

bianche e nere ed è molto morbido! Non resiste, deve proprio provarlo, lo tira fuori e…  in un angolo ben nascosto nota un bottoncino. Da quale vestito sarà caduto? Prova a prenderlo in mano, ma non si stacca, allora prova a premerlo e, in men che non si dica, il fondodell’armadio si apre e appare un passaggio segreto. Dove mai porterà?

Babbo Natale, la Befana ed Anna Maria si guardano esterrefatti ed un po’ impauriti.

“Cosa facciamo adesso?” chiede Anna Maria.

“Andiamo, dobbiamo percorrere il passaggio segreto”, afferma la befana orgogliosa della sua scoperta.

“Sì, ma con prudenza” mette in guardia Babbo Natale “non sappiamo chi è l’autore di questi furti”.

I tre si incamminano lungo il passaggio segreto e si ritrovano in un bosco.

In mezzo al bosco ci sono alcuni sentieri. Da che parte dovranno andare i nostri amici?

“Ora cosa facciamo? Quale sentiero seguiamo?”

“Venite, venite da questa parte” urla Babbo Natale “qui c’è un calzino!”

“Hai ragione Babbo Natale, il sentiero è questo! Eccone qui un altro” gli fa eco la Befana.

“Chi ha rubato i miei calzini deve essere un tipo molto sbadato! Dietro questo cespuglio c’è un mio calzino

bianco”.

“Oppure voleva indicarci la strada da seguire “pensa ad alta voce Babbo Natale.

I tre amici proseguono il loro cammino lungo il sentiero scovando ora di qua ed ora di là dei calzini

abbandonati.

Seguendo quelle tracce, giungono ad una buffa casetta: le pareti sono tutte colorate, sul tetto ci sono un

grande paio di forbici, dei rocchetti di filo ed un enorme ago. Sulla cassetta della posta c’è scritto: “Sarto

Leopoldo”.

“Allora è lui che ruba i miei calzini? Chissà mai perché”.

“L’unica cosa che possiamo fare è chiederglielo” chiosa la Befana sempre più curiosa.

“D’accordo, suoniamo il campanello, ma facciamo attenzione, non sappiamo le reali intenzioni di chi ci

troveremo davanti”. Babbo Natale deve sempre un po’ frenare l’entusiasmo della sua aiutante.

“Din don, din don” suonano il campanello.

Viene ad aprire alla porta un uomo piccolino, con tanti riccioli biondi sulla tesa, due profondi occhi azzurri

ed un sorriso gioviale.

“Finalmente siete arrivati, vi stavo aspettando!!”

“Ci stava aspettando? Ma…se non ci conosciamo neppure”.

“Voi non mi conoscete, ma io sì. Ho letto tutte le storie di Anna Maria e so che lei con in vostro aiuto può

risolvere tutti i misteri. E poi chi non conosce Babbo Natale e la sua cara amica Befana!”

“Comunque mi presento, sono Sarto Leopoldo” e si profonde in un inchino. “Ma entrate, non state lì sulla

porta”. I tre amici entrano e si accomodano su un allegro e spazioso divano. Sarto Leopoldo ha già allestito

la tavola per offrire il the con i pasticcini ai nuovi arrivati. Mentre versa la calda bevanda nelle tazzine,

alza gli occhi verso i suoi ospiti e…“Vi starete chiedendo perché vi ho fatto venire fin qui con il trucco dei

calzini!Perché ormai avrete capito che era tutto organizzato, nulla è stato lasciato al caso”. I tre fanno cenno di sì   con la testa.

“Dovete saper che io sono il sarto di questo paese e confeziono gli abiti per i suoi abitanti: sono tutti colorati ed i modelli sono tutti diversi. Ogni abito è confezionato secondo le caratteristiche fisiche ed emotive di colui che lo indossa. Ultimamente, però, ho smarrito la “Fantasia”. I miei vestiti sono diventati un po’ come i tuoi calzini Anna Maria, tutti neri o bianchi, solo di marche diverse. Non riesco a capire cosa mi sia successo. Mi potete aiutare a ritrovare la mia Fantasia?”

“Certamente, ma da dove possiamo incominciare?”

“Vi porto nel mio studio, forse troverete qualche indizio”.

E così si trovano nello studio di Leopoldo. Ci sono pezze di stoffa di tutti colori, bottoni, lustrini, nastri, fili

da utilizzare per cucire. Quel luogo è un vero paradiso per un sarto, ma sui manichini ci sono solo vestiti confezionati in nero e bianco, tutti uguali.

Babbo Natale tira fuori la sua lente ma, mentre sta osservando gli oggetti intoro a lui, incomincia ad

avvertire uno strano odore.

“Sarto Leopoldo che cos’è questo odore?”

“Quale odore? Io non sento nulla”.

“Questo odore strano, lo sentite anche voi mie care amiche?”

La Befana ed Anna Maria fanno cenno di sì con la testa.

“Devo individuare da dove arriva, ora prendo il mio annusometro”.  Babbo Natale indossa l’annusometro ed incomincia a ricercare.

“Babbo Natale, da questa parte, qui l’odore è fortissimo!”

“Io continuo a non sentire niente” afferma triste Leopoldo.

“Eccomi qui, avevate ragione. L’odore in questo punto è fortissimo. L’annusometro è alle stelle. Viene da questa scatola. Cosa conservi lì dentro Leopoldo?”

“Non ricordo Babbo Natale, so solo che questa scatola mi è stata regalata!

“Regalata da chi?”

“L’ho trovata fuori dalla porta”

“Chiunque te l’abbia regalata doveva volerti molto male! Questo odore nauseabondo ti ha fatto perdere la fantasia! Dobbiamo liberarcene subito”.

“Cosa contiene?” chiede la Befana.

“Non lo so, l’ho appoggiata su questa mensola e poi me la sono dimenticata”.

“Proviamo ad aprirla” suggerisce Babbo Natale “ma…ci sono dei colori scaduti!”.

“Forse me l’ha regalata Mastro Pittore, solo lui utilizza questi colori per dipingere. Perché mai mi avrà voluto fare del male”.

“L’unico modo di per scoprirlo è chiederglielo” suggerisce la Befana.

E così sarto Leopoldo porta i suoi nuovi amici a trovare mastro Pittore.

Lo trovano in giardino tutto imbronciato.

“Mastro Pittore cosa c’è che non va?” chiede Leopoldo.

Mastro Pittore alza lo sguardo e rimane meravigliato nel vedere quella strana compagnia.

“Non è che sei un po’ pentito?” chiede il sarto.

“Pentito per cosa?”

“Forse per aver cercato di far del male a Leopoldo” afferma Anna Maria.

Mastro Pittore abbassa nuovamente lo sguardo e, sentendosi scoperto confessa.

“Avete ragione, sono stato io a regalare quella scatola a Leopoldo, ero geloso per i colori meravigliosi dei suoi vestiti. A me, quando dipingo, vengono sempre colori opachi e tristi. Ma ho capito che danneggiare lui non mi rende un pittore migliore”.

“Hai ragione. Commettere cattive azioni non rende migliori” commenta Leopoldo un po’ imbronciato.

“Scusami Leopoldo, non lo farò più. Mi puoi perdonare?”

Leopoldo sta alcuni momenti in silenzio, ci pensa un po’ su e poi dice:

“Certamente! Anzi farò ben di più, ti aiuterò a miscelare i colori così, quando dipingerai, tutto quello che farai sarà allegro e pieno di luce. Ma prima mi devi dire cosa posso fare per annullare l’effetto della tua scatola di colori”.

“Basta che sotterri la scatola in una buca molto profonda. Una volta che non sentirai più l’odore dei colori il suo effetto svanirà”.

“Allora andiamo subito a sotterrare la scatola!” chiosa Anna Maria.

E così sarto Leopoldo, piano piano, rincomincia a riacquistare la sua fantasia.

Sarto Leopoldo e Mastro Pittore chiamano a raccolta gli abitanti del villaggio e gli presentano i loro nuovi amici.

I piccoli del villaggio riconoscono Babbo Natale e la Befana e, dopo averli abbracciati e festeggiati, consegnano loro le letterine per i regali di Natale.

Anna Maria, Babbo Natale e la Befana ritornano a casa soddisfatti per essersi fatti dei nuovi amici e si salutano promettendo di rivedersi presto.

La mattina dopo Anna Maria si sveglia e si accorge con la coda dell’occhio che Samoa, il cane di suo figlio, ha in bocca un calzino, lo segue in punta di piedi e vede che lo sta nascondendo in una buca.

“Allora è per questo che i calzini sono spaiati!” urla Anna Maria afferrando Samoa e togliendole il calzino dalla bocca.

Vorrebbe sgridarla, ma la sua espressione è irresistibile quando commette delle marachelle.

“La storia di sarto Leopoldo allora è stata solo un sogno!” ma mentre dice queste parole, alza lo sguardo e sul davanzale della finestra vede una scatola di colori e una meravigliosa sciarpa.

Chi mai le avrà fatto questi bei regali e perché?

Cari bambini lascio a voi la risposta.

 

Contatti

Anna Maria Giovannini (autrice)
giovannini_annamaria@libero.it
e
Massimiliano Lombini (illustratore)
massimiliano.lombini@ambienteverde.it

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