Dov'è finito Gesú Bambino?

Stavo passeggiando tranquillamente sulla spiaggia, quella mattina.
Mi stavo godendo le ultime giornate di riposo prima di iniziare il mio lavoro che, come ogni anno, si presentava molto duro e faticoso.
Sapete, per dare gioia ai bambini occorre spirito di sacrificio!
Leggere tutte le letterine, passare  le richieste agli gnomi per la realizzazione dei doni, caricare la slitta con pacchetti e pacchettini, volare tutta la notte nel cielo insieme alle mie renne, passare attraverso i camini…
Eh sì, passare attraverso i camini diventa ogni anno più difficile, forse dovrei mettermi un po’ a dieta!
E…come se tutto questo non bastasse devo fare anche attenzione a non essere scoperto!
I bambini di oggi non credono più a nulla, vogliono essere sicuri che io esista e per questo si nascondono sempre nei posti più impensati per spiarmi.
Per fortuna ho un prezioso alleato: il signor sonno.
Prima di partire con le mie renne lo chiamo al telefono, lui si mette al lavoro e così il pericolo BAMBINI AGGUATO è schivato, fiùù… ma, che fatica!
Ma ora torniamo a noi, cosa stavo dicendo?
Ah sì, le feste  si stavano avvicinando e io mi trovavo sulla spiaggia.
In autunno la spiaggia è piena di conchiglie e io le stavo osservando.
Ad un tratto vidi arrivare dal mare un piccolo granchio, era tutto trafelato e aveva un’espressione molto preoccupata.
“Babbo Natale, per fortuna ti ho trovato, ti stavo cercando!
Gli abitanti del mare hanno bisogno del tuo aiuto, è stato commesso un furto!”
“Calma, calma spiegati meglio, chi ha commesso un furto?”
“Non lo so, è per questo che ti sono venuto a cercare.
Stavo tirando fuori le statuette del Presepio, quando mi sono accorto che mancava quella di Gesù Bambino.
Ho guardato dappertutto.
Qualcuno l’ha rubata!
Sono disperato, noi abitanti del mare allestiamo ogni anno un meraviglioso Presepe.
Come faremo  senza la statuetta di Gesù Bambino!
Era una statuetta di terracotta bellissima ed antica.
Babbo Natale, ti prego, aiutaci!”
“Va bene, va bene, stai tranquillo vi aiuterò, ma non da solo.
Tu aspettami lì in quella pozza d’acqua dietro allo scoglio.
Vado a chiamare una mia vecchia conoscenza!”
Dovevo far presto, la tempestività nei casi di furto è fondamentale.
Ma non potevo agire da solo, tutti i detective che si rispettano hanno un’aiutante e io ne avevo proprio una che faceva al caso mio.
In men che non si dica giunsi alla sua catapecchia e mi misi ad urlare perché non c’era il campanello.
“C’è qualcuno in casa?
Vecchia stregaccia vuoi venire ad aprire la porta al tuo amico Babbo Natale?”
A quelle due ultime parole la porta si aprì in un lampo, e la mia cara amica Befana venne ad abbracciarmi, sorpresa per quella visita.
“Qual buon vento ti porta Babbo Natale?
Sono secoli che non ci vediamo”
“Purtroppo i venti non sono buoni, amica mia.
Nel mare è stato commesso un furto e i suoi abitanti hanno bisogno del nostro aiuto!”
“Prendo la borsa e sarò pronta in un minuto, durante il tragitto mi racconterai!”
E così, durante il tragitto, raccontai alla Befana tutto quello che sapevo sul furto.
Giunti dal granchio, lui si presentò, si chiamava Mino.
Per la Befana, invece, non furono necessarie presentazioni perché, come ben sapete, la conoscono tutti!   
Lei tirò fuori dalla sua borsa la polverina magica per nuotare nelle profondità del mare (molto simile a quella che uso per far volare le renne) e ci immergemmo tra le onde.
Mentre nuotavamo per raggiungere il luogo del misfatto, porgemmo al granchio alcune domande.
Dove e quando era stato commesso il furto?
Chi conosceva il luogo dove ogni anno venivano riposte le statuine del Presepe?
Erano scomparsi altri oggetti oltre alla statuetta di Gesù Bambino?
Mino ci disse che il furto era stato commesso in una grotta, ed era lì che ci stava portando. La grotta veniva chiusa ogni anno dopo aver riposto tutto accuratamente in ordine ed aver svolto un’attenta pulizia.
Nessun altro oggetto era stato rubato e purtroppo  lui non sapeva esattamente quando era stato commesso il furto, perché era da quasi un anno che non andava in quella grotta.
Ci disse che erano pochi gli animali che conoscevano il posto dove venivano conservate le statuine.
Solo quelli che lo aiutavano nell’allestimento.
C’erano la stella marina Rina, il riccio Giovanni, il pesce S. Pietro Remo e il cavalluccio marino Giustino.
Io e la Befana ci chiedevamo: “Come mai è  scomparsa proprio la statua di Gesù Bambino? Perché quella e non un’altra?”
Questo quesito era fondamentale per risolvere il nostro caso.
Dopo aver a lungo nuotato, giungemmo alla grotta.
Lì ci mettemmo alla ricerca di indizi.
Il lavoro fu minuzioso, ogni spazio venne controllato.
Scaffali, armadietti, scatoloni furono svuotati.
Divani, poltrone e tappeti spostati.
Niente, non riuscivamo a trovare niente.
Stavamo ormai per andarcene scoraggiati dopo molte ore di duro lavoro, quando la Befana urtò inavvertitamente il vaso di una pianta e dietro vi trovò l’aculeo di un animale.
Finalmente un indizio!
Quale degli animali che conoscevano la grotta poteva aver perso un aculeo?
Solo il riccio Giovanni poteva averlo perso!
Il granchio ci condusse immediatamente da lui nel suo rifugio.
Lo trovammo che si stava riposando su un tappeto davanti al camino.
E cosa vedemmo sopra la mensola in bella mostra?
La statuetta di Gesù Bambino.
Proprio così cari bambini, non l’aveva neppure nascosta!
Cosa pensare, era davvero un fatto strano!
Quale ladro ruba un oggetto e poi lo espone sul caminetto?
Per risolvere questo mistero, decidemmo di chiederlo direttamente a Giovanni.
E così Mino, che era amico del riccio si incaricò di svegliarlo per interrogarlo.
“Perché hai rubato la statuetta di Gesù Bambino, credevo che tu fossi mio amico?” disse il granchio.
“Chi ha rubato cosa?” rispose il riccio per niente turbato.
“Come fai a negare, la  statuetta è lì sopra al camino!” replicò la Befana.
“Macché rubare, rubare.
Rubare è una parola grossa.
Io, la statuetta l’ho presa solo in prestito!”
“In prestito?” dissero in coro “Sì, in prestito.
Ogni anno, quando disfavamo il Presepe, io mi sentivo molto triste.
Le feste erano finite e Gesù Bambino veniva riposto per molti mesi dentro ad una scatola.
Ed io mi chiedevo, come mai questo potesse succedere.
Per un mese intero tutti lo portavano alle stelle e poi veniva dimenticato.
Così io ho deciso di cambiare le cose.
Dopo alcuni giorni che avevamo riposto il Presepe mi sono recato alla grotta, ho preso la statuetta di Gesù Bambino e l’ho posata lì sul mio camino.
Volevo che illuminasse ogni giorno della mia vita!
Mi ero ripromesso di riportarla al suo posto in prossimità delle feste, ma non sono riuscito a separarmene.
Prendete ve la consegno, abbiatene cura.”
Io e la Befana, con gli occhi lucidi, prendemmo in consegna la statuetta e la porgemmo a Gino anche lui visibilmente commosso.
Il Presepe fu allestito anche quell’anno, ed era ancora più bello.
Racchiuso dentro ad una  conchiglia di madreperla, Gesù Bambino emanava la sua luce per gli abitanti del mare.
La nostra missione era terminata, potevamo tornare a casa!
Salutammo gli abitanti del mare e tornammo alle nostre occupazioni.
Qualcosa, però,  in me era cambiato, le parole del riccio Giovanni avevano lasciato la loro traccia.
Cosa potevo fare?
Mi venne un’idea, andai dagli gnomi e chiesi il loro aiuto per realizzarla.
La vigilia di Natale mi recai a consegnare i  doni e, insieme ad essi, lasciai anche un piccolo pacchetto: conteneva  la statuetta di Gesù Bambino.
 
Era il mio regalo a tutti i bambini del mondo… ed era davvero speciale!!!

Contatti

Anna Maria Giovannini (autrice)
giovannini_annamaria@libero.it
e
Massimiliano Lombini (illustratore)
massimiliano.lombini@ambienteverde.it

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