Mustafà e il tesoro più prezioso del mare

 

(La scena si apre con Mustafà sulla sua nave che scruta l’orizzonte)

 

Narratore

Mustafà era sicuramente il pirata più stravagante di tutti i mari.

Se ne andava in giro con la sua nave tutta sgangherata alla ricerca di preziosi tesori sottomarini.

Ne aveva trovati tanti ed era assai ricco.

Ma lui era sempre infelice e, a tutti coloro che incontrava sulla scia della sua nave, chiedeva:

 

Mustafà

“Dove posso trovare il tesoro più prezioso di tutti i mari?”

 

Narratore

E intanto continuava a navigare.

E navigava…navigava…navigava…

Un giorno Mustafà si imbatté in un magnifico esemplare di delfino: era molto agitato.

 

(Mentre il narratore parla entra in scena  mamma delfino e fa un girotondo intorno alla nave)

 

Mustafà

“Che cosa ti succede?”

 

Delfino

“Il mio piccolo è stato imprigionato in una rete lo puoi aiutare?”

 

Mustafà

 

“Certo! Indosso subito la mia muta subacquea e vengo a liberarlo”.

 

(Mustafà infila la muta subacquea, le pinne e la maschera, si butta tra le onde del mare e libera il piccolo di delfino)

 

“Ora sei libero piccolo amico, torna dalla tua mamma!”

 

(Il piccolo delfino saluta e ringrazia Mustafà con salti e piroette.

Mustafà torna sulla sua nave).

 

Narratore

 

Terminato il salvataggio del piccolo delfino Mustafà  riprese a navigare e, canticchiando tra sé e sé, diceva:

 

Mustafà

 

“Il delfino imprigionato ho liberato,

ma il tesoro più prezioso non ho ancora trovato!”

 

Narratore

 

Proseguendo il suo viaggio, Mustafà incontrò un pescatore con la barca in avaria e gli chiese:

 

Mustafà

 

“Cosa ti succede buon pescatore?”

 

Pescatore

“Il motore della mia barca si è spento e non vuole ripartire. Ho qui con me  una lunga corda, puoi trasportare la mia barca fino al porto più vicino, così posso farlo riparare?”

 

Mustafà

 

“Certamente. Io non lascio mai una persona in difficoltà in mezzo al mare!

Lancia la corda presto, che la notte sta per arrivare!”

 

Pescatore

 

“Grazie, grazie! Senza di te non avrei saputo cosa fare”.

 

Condotta la nave in porto, Mustafà salutò il pescatore e riprese il suo viaggio ripetendo così:

 

Mustafà

 

 “Il delfino imprigionato ho liberato,

la barca in avaria al porto ho trasportato,

ma il tesoro più prezioso non ho ancora trovato!”

 

Narratore

 

In una bella mattina di sole Mustafà scrutò l’orizzonte con il suo cannocchiale e…cosa vide?

Sull’acqua stava galleggiando un povero gabbiano con le ali impregnate di petrolio.

 

Mustafà

 

“Cosa ti succede, piccolo amico?”

 

Gabbiano

 

“Una nave ha disperso una parte del suo carico di petrolio in mare ed io sono rimasto imprigionato nella grande macchia nera!”

 

Mustafà

 

“Ora prendo il mio retino e cerco di caricarti qui, sulla mia nave”.

 

Narratore

 

Il pirata raccolse il gabbiano, gli pulì accuratamente le ali dal petrolio e lo ospitò alcuni giorni sulla sua nave per dargli il tempo di riprendersi.

Dopo alcuni giorni, il gabbiano tornò a volare nel cielo

e lui scuotendo la testa il suo canto intonò:

 

Mustafà

 

 

“Il delfino imprigionato ho liberato,

la barca in avaria al porto ho trasportato,

le ali del gabbiano dal petrolio ho lavato,

ma il tesoro più prezioso non ho ancora trovato!”

 

Narratore

 

 

Sempre più sconsolato, proseguì il suo viaggio.

Alcuni giorni dopo, non molto lontano dalla riva, mentre stava aprendo un forziere che aveva appena ripescato a breve distanza dalla riva, sentì la voce di un bambino che gridava:

 

(Mustafà apre il forziere sulla sua nave in lontananza c’è il bambino che sta annegando)

 

Bambino

“Aiuto! Aiuto!Qualcuno mi aiuti, sto affogando!”

 

Narratore

(Mustafà mima le azioni descritte dal narratore)

 

Il pirata si tuffò subito in mare e salvò il bambino.

Nuotò fino alla nave e,  per farlo riprendere dallo spavento, gli fece fare il giro della sua nave.

Poi lo riportò dai suoi genitori

sulla spiaggia che lo ringraziarono per il gesto che aveva compiuto.

Mustafà  ritornò sulla sua barca e quindi  riprese  il suo viaggio canticchiando con il cuore un po’ triste e un po’ contento…

 

Mustafà

 

“Il delfino imprigionato ho liberato,

la barca in avaria al porto ho trasportato,

le ali del gabbiano dal petrolio ho lavato,

il bambino che annegava ho salvato,

ma il tesoro più prezioso non ho ancora trovato!”

 

Narratore

 

Pensando al tesoro che non riusciva a trovare, diventava sempre più triste e scoraggiato.

Ma in fondo al suo cuore covava una speranza e così proseguì la sua ricerca.

Quel giorno la nave solcava le onde del mare in burrasca.

La tempesta era assai violenta, ma il pirata Mustafà non aveva timore: aveva una ricerca da compiere.

La mattina dopo, terminata la tempesta, Mustafà vide che il mare era pieno di rifiuti.

 

Mustafà

 

“Perdincibacco! Corbezzolina! Ma cos’è successo al mio stupendo mare? Ci sono bottiglie di plastica di tutti i colori, sacchetti di ogni dimensione, lattine, bucce di banane… e quanta puzza!”

 

Narratore

 

Subito prese le sue reti ed incominciò a ripulirlo.

 

Mustafà

 

“Ecco qui i rifiuti che ho raccolto in mare ora li pongo in contenitori di spazzatura ben differenziata. E’ un piacere guardare il  mare. Come profuma ora l’aria!”

 

Terminato il suo compito, ripensò alla ricerca che stava compiendo e  disse fra sé e sé:

 

Mustafà

 

“Perché continuare questo viaggio? Forse dovrei rinunciare alla mia ricerca.

 

Il delfino imprigionato ho liberato,

la barca in avaria al porto ho trasportato,

le ali del gabbiano dal petrolio ho lavato,

il bambino che annegava ho salvato,

dal mare i rifiuti ho levato,

ma il tesoro più prezioso non ho ancora trovato!”.

 

Narratore

 

Sempre più sfiduciato riprese il suo viaggio ma, ad un certo punto, si dovette fermare perché dall’acqua era uscita la Regina del Mare.

(Dall’acqua esce la regina del mare con tutti i personaggi della storia)

 

Vicino a lei c’erano: il delfino con il suo piccolo, il barcaiolo, il gabbiano e il bambino che aveva salvato, insieme ai suoi genitori.

La regina aveva in mano un prezioso bauletto e glielo consegnò.

Fuori dallo scrigno pendeva un cartellino con una scritta:

 

“CONTIENE UN TESORO PREZIOSO”

 

 

 

Il pirata  Mustafà aprì lo scrigno.

Dentro c’era uno specchio con una scritta che diceva:

 

“IL TESORO PIU’ PREZIOSO SEI TU!”

 

 

La Regina del Mare gli disse:

Regina del mare

 

“Il delfino imprigionato hai liberato,

la barca in avaria al porto hai trasportato,

le ali del gabbiano dal petrolio hai lavato,

il bambino che annegava hai salvato,

dal mare i rifiuti hai levato,

tu sei il tesoro più prezioso dal  mare donato!”

 

Il pirata Mustafà, visibilmente commosso, ringraziò la Regina del Mare per quel dono

e riprese a navigare, per aiutare quel mare che nessuno più di lui sapeva amare.

 

 

 

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© Anna Maria Giovannini - Castel Maggiore (Bo)